Aleksandr Nevskij
TERME DI CARACALLA
Musica di
Sergej Prokof’ev
Rappresentazione
sabato, 7 luglio, ore 21.30
Settore A € 80
Settore B € 50
Settore C € 25
Direttore Jurij Temirkanov
Impianto scenico e video Pier’Alli
Interpreti
Mezzosoprano Marianna Tarasova
ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO
CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Lo spettacolo sarà preceduto da:
La leggenda della città invisibile di Kitež
Corteo Nuziale; L’invasione dei Tartari
La Battaglia di Kitež
Preludio, Inno alla Natura
Musica di Nikolaj Rimskij-Korsakov
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ALEKSANDR NEVSKIJ di Sergej Prokof’ev
Aleksandr Nevskij, composto dal musicista e compositore Sergej Prokof’ev nel 1938 come tema musicale per l’omonimo film del regista sovietico Sergej Ejzenštejn – fu successivamente rielaborato dallo stesso compositore che ne trasse una cantata per soprano, mezzosoprano, coro e orchestra, rimasta tra le più celebri del XX secolo.
Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn prese come soggetto del suo film la battaglia del lago ghiacciato, durante la quale Aleksandr, capo dell’esercito russo, sconfigge l’esercito teutonico nel 1242 presso il lago dei Ciudi ai confini dell’odierna Estonia. Secondo la leggenda Aleksandr diede ordine ai propri cavalieri di combattere privi di armature e di condurre i nemici sulla sottile superficie ghiacciata del lago, nel quale i cavalieri teutonici sprofondarono sotto il peso delle proprie bardature metalliche.
La Cantata op. 78, nata anche come opera di propaganda stalinista, vuole rappresentare i differenti momenti della vicenda narrata nel film. Composta per mezzosoprano, coro ed orchestra, venne eseguita per la prima volta a Mosca dalla Filarmonica di Mosca il 17 maggio 1939 sotto la direzione di Prokof’ev, con Valentina Gagarina come voce solista. Come la colonna sonora del film, venne ben accolta dal pubblico. Inizialmente dedicata al sessantesimo anniversario di Stalin, si caricò di letture sempre più spiccatamente patriottiche, soprattutto dopo l’invasione dell’Unione Sovietica da parte di Hitler.
La prima esecuzione negli Stati Uniti venne diretta da Leopold Stokowski.
TRAMA.
La storia di Aleksandr Nevskij si svolge in Russia nel XIII secolo. In seguito alla morte di Gengis Khan, il popolo dell’Orda d’Oro di stirpe mongolica, spingendosi verso Occidente travolge le città e i principati della Russia antica e Aleksandr, sovrano di Novgorod, viene eletto condottiero dal popolo come simbolo d’indipendenza per essere riuscito a frenare l’espansione di alcuni gruppi di origine germanica.
Ad un primo quadro storico che fa da prologo intitolato La Russia sotto il giogo dei Mongoli introdotto da un brano orchestrale che nel film accompagnava le sequenze di immagini che rappresentavano la patria sotto il giogo mongolo, segue una melodia corale di tono nostalgico dal titolo Il canto di Aleksandr Nevskij che rammenta le imprese compiute da Aleksandr contro gli svedesi.
Il terzo brano, I Crociati in Pskov, è dedicato all’invasione dei Cavalieri Teutonici. Il pezzo maggiormente spettacolare è La battaglia sul ghiaccio. Il penultimo quadro, ricco di umanità, intitolato Il campo dei caduti è lasciato alla voce di una giovane donna russa che cerca tra i morti e i feriti il suo fidanzato dicendo di voler sposare un uomo coraggioso. La cantata si conclude con il brano dal tono grandioso L’entrata di Aleksandr in Pskov che riporta il tema musicale del condottiero già affrontata nel secondo brano.
BIOGRAFIE
JURIJ TEMIRKANOV
Jurij Temirkanov è nato nel 1938 a Nal’čik nel Caucaso e ha iniziato la sua formazione musicale all’età di nove anni. A tredici anni è stato ammesso alla Scuola per giovani talenti di Leningrado dove ha perfezionato la sua preparazione in violino e viola. Al termine di questo corso studia viola anche al Conservatorio di Leningrado, dove torna nel 1965 per frequentare il corso di direzione d’orchestra. Durante questo periodo di studio lavora con Evgeny Mravinskij come assistente del Direttore Musicale alla Filarmonica di Leningrado. Nel 1966 è nominato Direttore del Teatro d’Opera e di Balletto Malij. Nel 1967 vince il rinomato Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra a Mosca, che segnò l’avvio di grandi carriere di dirigenti russi come Mravinsky e Rachlin. È immediatamente invitato dal suo collega Kirill Kondrašin a partecipare a una tournée negli Stati Uniti con la Filarmonica di Mosca e il leggendario violinista David Oistrakh. Nel 1968 è nominato Direttore Principale della Sinfonica di Leningrado, carica che mantiene fino al 1976 quando è nominato Direttore Musicale del Teatro Kirov. In questo periodo dirige opere che sono divenute patrimonio del repertorio del Teatro Kirov, tra le altre, La dama di picche e Evgenij Onegin di Čajkovskij. A Jurij Temirkanov è consentito, primo tra gli artisti sovietici, di esibirsi negli Stati Uniti nell’ambito della ripresa dei rapporti culturali tra i due paesi dopo la fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Un simile riconoscimento è stato concesso alla Baltimore Symphony nel 1987, la quale, dopo un’interruzione di ben 11 anni, è andata in tournèe in Unione Sovietica, a Mosca e a Leningrado, prima tra le orchestre americane. Nel 1988 ha dato inizio alla sua lunga collaborazione con l’etichetta discografica BMG/RCA. Le sue innumerevoli registrazioni con la Royal Philharmonic Orchestra comprendono tra le altre tutti i balletti di Stravinskij e tutte le sinfonie di Čajkovskij. Tra le sue numerose registrazioni con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo troviamo opere di Šostakovič, Prokof’ev, Rachmaninov, Berlioz, Ravel e Sibelius. Le tournée con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo hanno riscosso e riscuotono tuttora enorme successo in Europa, in Asia, in Sud America e negli Stati Uniti. Con la direzione de La traviata al Festival Verdi 2007 si è aggiudicato il Premio Abbiati della Critica Nazionale Italiana. Dal 2009 è il nuovo Direttore Musicale del Teatro Regio di Parma, con un incarico che lo impegnerà fino alle celebrazioni del bicentenario verdiano del 2013.
PIER’ALLI
Nato a Firenze, dove ha studiato architettura, dal 1970 al 1982 ha diretto la compagnia teatrale “Ouroboros”, con la quale ha realizzato diverse produzioni per i maggiori spazi teatrali d’avanguardia, spesso presentate nei più prestigiosi festival internazionali di teatro quali Nancy, Avignone, Varsavia, Caracas, Breslavia, Amsterdam (Holland Festival). Dal 1982 si avvicina al teatro musicale ed all’opera lirica iniziando una collaborazione con il Teatro alla Scala con tre opere di Arnold Schönberg (Erwartung, Die Glückliche Hand, Pierrot Lunaire), a cui fanno seguito due opere di Salvatore Sciarrino, Vanitas e Lohengrin. In La caduta della Casa Usher per la prima volta Pier’Alli usa il cinema come elemento fondamentale della drammaturgia scenica, creando un precedente determinante per gran parte del suo linguaggio scenico futuro. Per il Teatro La Fenice di Venezia, dal 1983 al 1985, ha allestito L’elisir d’amore di Donizetti; Les Parables di Britten ed Il sogno di Scipione di Mozart al Teatro Olimpico di Vicenza. A partire dal 1987 inizia la collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna per il quale cura la realizzazione dell’intero Ring di Wagner, sviluppando notevolmente le esperienze precedentemente acquisite in campo cinematografico. I suoi lavori più importanti, dal 1991 in poi, comprendono Simon Boccanegra di Verdi, coprodotto dal Teatro La Fenice insieme al Teatro Carlo Felice di Genova, due nuovi fortunati allestimenti al Teatro alla Scala di Lucia di Lammermoor di Donizetti (1992) e Beatrice di Tenda di Bellini (1993), nonché il dittico composto da Dido and Eneas di Purcell e Il ballo delle ingrate di Monteverdi al Teatro Massimo di Palermo. Hanno fatto seguito Mefistofele di Arrigo Boito al Teatro alla Scala, diretto da Riccardo Muti (una coproduzione con la Staatsoper di Vienna), Le nozze di Figaro, nuovo allestimento per il Teatro Carlo Felice di Genova ed un ciclo comprendente La fida ninfa di Vivaldi, La finta semplice di Mozart, Il ballo delle ingrate di Monteverdi e L’antiparnaso di Vecchi al Teatro Filarmonico di Verona. Durante il 1996 ha riscosso un particolare successo il suo Pelleas et Melisande di Debussy all’Opera di Lille risultato vincitore del prestigioso riconoscimento “Les Victoires de la Musique” (come migliore spettacolo dell’anno 1996). Nella stagione 1998-99 ha ripreso Simon Boccanegra al Teatro Comunale di Bologna ed a Varsavia, ha allestito Der Freischütz di Weber al Teatro alla Scala, Don Giovanni di Mozart al Teatro Regio di Torino, Oberto Conte di San Bonifacio al Macerata Opera Festival. Da segnalare è l’opera contemporanea La memoria perduta di Flavio Scogna al Teatro dell’Opera di Roma, dove l’uso della proiezione digitale diventa più complesso e dimostra nuove, straordinarie possibilità nel campo di una concezione della scenografia, messe in luce ne L’oro del Reno, sua produzione al Teatro dell’Opera di Roma del 2005. Nel 2006 inaugura il Palau des Artes di Valencia con il Fidelio di Beethoven e la direzione di Zubin Mehta e realizza, consecutivamente, all’Opera di Roma Tristano e Isotta e Carmen. Nel 2007 presenta all’Opera di Los Angeles il Fidelio e crea una nuova messa in scena dell’Oberto a Busseto. Recenti impegni I Puritani al Massimo di Palermo ed Il Trovatore sia al Regio di Parma sia a Busseto. Nel 2008 mette in scena Carmen al Teatro dell’Opera di Roma dove la sua ultima presenza risale al 2010 per la messa in scena di Moïse et Pharaon.
MARIANNA TARASOVA
Nata a Leningrado, ora San Pietroburgo. Conclude gli studi al Conservatorio di Stato di Leningrado Rimsky-Korsakov nel 1994. Nel 1993 quando è ancora studentessa, viene invitata a entrare nella compagnia del Teatro Marijinskij. Il suo repertorio comprende Marfa (Khovanshchina), Marina Mnishek (Boris Godunov), Konchakovna (Prince Igor), Lyubava (Sadko), Lyubasha (The Tsar’s Bride), Lyubov (Mazeppa), The Princess (The Sorceress), Olga (Eugene Onegin), Polina, the Countess (The Queen of Spades), Clara (Betrothal in a Monastery), Babulenka (The Gambler), Fenena (Nabucco), Ulrica (Un Ballo in Maschera), Preziosilla (La Forza del Destino), Eboli (Don Carlo), Amneris (Aida), Dalila (Samson et Dalila), Carmen (Carmen), Santuzza (Cavalleria Rusticana), Varvara (Katya Kabanova). Ha cantato in tournée con la compagnia del Maryinsky Theatre Opera in Finlandia, Italia, Gran Bretagna, Israele, USA, Austria, Germania, Olanda, Spagna, Francia, Portogallo,Svizzera e Sud America. È stata diretta da direttori quali James Levine, Claudio Abbado, Maris Jansons, Jurij Temirkanov, Antonio Pappano, Vladimir Jurowski, Semyon Bychkov, Mikhail Pletnev. Si è esibita con la London Philharmonic, la Munich Philharmonic, la Rotterdam Philharmonic, la San Francisco Symphony, la Russian National Orchestra e la St Petersburg Philharmonic. Nel 1997, ha cantato Olga al Metropolitan Opera, direttore Antonio Pappano, e alla San Francisco Opera, direttore Jurij Temirkanov. Nel 1999, si è esibita a Graz come Carmen. Nel 2000, ha interpretato Olga al Festival del Maggio Musicale Fiorentino e Varvara (Katya Kabanova) alla Royal Opera House Covent Garden. Nel 2001, ha interpretato Fenena al Metropolitan Opera (direttore James Levine, regista Elijah Moshinsky) e il ruolo di Amneris al Teatro Lirico di Cagliari. Nel 2002, ha cantato Polina al Teatro Comunale di Bologna, direttore Vladimir Jurowski, regista Richard Jones) e alla Royal Opera House Covent Garden direttore Valery Gergiev, regista Francesca Zambello; Marina Mnishek all’Opéra National de Paris, direttore James Conlon, regista Francesca Zambello. Nel 2005, ha interpretato Santuzza al Welsh National Opera e al Bern Stadttheater, Dalila al New Israeli Opera. Nel 2006, canta Lyubov (Mazeppa) alla Welsh National Opera e alla Lyon Opera, direttore Kirill Petrenko, regista Peter Stein; è successivamente apparsa in questa produzione all’Edinburgh Festival. Nello stesso anno, ha interpretato Carmen al Miskolc International Opera Festival, Ungheria ed è apparsa con la Russian National Orchestra in una tournée in Italia con il direttore Vladimir Jurowski. Nel 2007, ha interpretato il ruolo di Amneris alla Tampere Opera, Finlandia. Nel 2008, ha interpretato Countess alla Lyon Opera, direttore Kirill Petrenko, regista Peter Stein, Eboli alla Tampere Opera e Amneris al New Naitonal Theatre di Tokyo, direttore Riccardo Frizza, regista Franco Zeffirelli. Nel 2009, canta Babulenka (Il giocatore) alla Lyon Opera, direttore Kazushi Ono, regista Grzegorz Jarzyna, and Dalila alla Flanders Opera, Belgio. Nello stesso anno prende parte a un concerto dall’opera di Vladimir Martynov Vita Nuova a Londra, in prima mondiale direttore Vladimir Jurowski. Con i Berlin Philharmonic e Claudio Abbado ha inciso estratti da Khovanshchina per Sony Classica; con la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev ha inciso la Nona Sinfonia di Beethoven per Deutsche Grammophon e la cantata di Taneyev At the Reading of a Psalm per Pentatone. Ha preso parte a registrazioni di canzoni e romanze di Borodin Šostakovič perDelos. Con la compagnia del Mayinsky Theatre Opera Company ha registrato Sadko, La Forza del Destino e Betrothal in a Monastery per Philips. Ha vinto numerosi premi e competizioni internazionali, tra cui il primo premio all’International Dvorak Competition nella Repubblica Ceca (1990), il Concorso Maria Caniglia in Italia (1992) e la Munich Vocal Competition (1993).
ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO
Fondata nel 1882 su ordine dello zar Alessandro III, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo è la più antica compagine sinfonica russa. Inizialmente costituita quale Coro Musicale di Corte – prototipo dell’odierno Collettivo d’Onore della Federazione Russa – con il compito di esibirsi alla presenza dei sovrani durante i ricevimenti, le cerimonie ufficiali, i balli, le rappresentazioni teatrali e i concerti presso la fastosa corte reale, i suoi componenti raggiunsero ben presto grande prestigio e notorietà dimostrate dalla partecipazione nel 1896 alla cerimonia di incoronazione dello zar Nicola II.
Nel 1897 il Coro di Corte diventò Orchestra di Corte e solo all’inizio del ventesimo secolo, venne concesso ai musicisti di esibirsi in concerti a pagamento aperti al pubblico. Con questa orchestra Čajkovskij diresse la prima assoluta della sua Sinfonia Patetica poco prima di morire. La serie di concerti intitolata “Raccolte Orchestrali della Nuova Musica” propose in Russia le prime esecuzioni dei poemi sinfonici di Richard Strauss Una vita d’eroe e Così parlò Zarathustra, della Prima Sinfonia di Mahler, della Nona Sinfonia di Bruckner e del Poema dell’estasi di Skrjabin.
Tra i molti leggendari direttori di questa orchestra si annoverano musicisti quali Richard Strauss, Arthur Nikisch, Alexander Glazunov e Sergej Koussevitsky. Nel 1917 la compagine divenne Orchestra di Stato e in seguito al decreto del 1921 fu integrata con l’appena fondata Filarmonica di Pietrogrado. In quel periodo diressero l’orchestra molti grandi direttori occidentali tra cui Otto Klemperer, Bruno Walter e Felix Weingartner. Solisti quali Vladimir Horowitz e Sergej Prokof’ev – quest’ultimo eseguendo i suoi concerti per pianoforte – si esibirono spesso con l’orchestra che su iniziativa di direttori stranieri iniziò ad affrontare molto repertorio di autori contemporanei quali Stravinskij, Prokof’ev, Schönberg, Šostakovič, Berg, Hindemith, Honegger e Poulenc.
Nel 1934 i componenti ricevettero per la prima volta in Russia il titolo di “Orchestra d’Onore della Repubblica”. Quattro anni più tardi Evgenij Mravinskij, vincitore del primo premio del Concorso Nazionale per Direttori, iniziò il suo sodalizio con l’orchestra trasformandola gradualmente nel corso dei cinquant’anni successivi in una delle migliori al mondo, modello di riferimento per l’esecuzione delle sinfonie di Čajkovskij e Šostakovič. Di questo ultimo autore ricordiamo in particolare il sodalizio creativo con Mravinskij, che eseguì con l’orchestra molte delle sue sinfonie in prima assoluta introducendole frequentemente nei programmi sia in patria che nelle tournée all’estero quali brani fondamentali del repertorio. E possiamo immaginare quanto profondo potesse essere l’apprezzamento di Šostakovič per tale collaborazione notando la dedica della sua Ottava Sinfonia proprio a Mravinskij. In questo periodo e successivamente l’orchestra fu inoltre diretta tra gli altri da Leopold Stokowski, Igor Markevich, Kurt Sanderling, Georg Solti, Arvid Jansons, Gennady Rozhdestvensky, Evgeny Svetlanov e Mariss Jansons.
Nel 1988 i componenti di quella che ormai era diventata la più famosa orchestra nazionale russa, elessero Jurij Temirkanov come direttore principale, titolo che mantiene ancora oggi. Numerosissime negli ultimi anni sono state le prime esecuzioni mondiali dell’orchestra e le tournée internazionali, tra cui una significativa serie di concerti in Siberia che per la prima volta ha toccato le città di Irkutsk, Surgut e Khanty-Mansiysk per la seconda edizione del Festival musicale internazionale “Stars at Baikal”. Per la recente celebrazione del suo centoventicinquesimo anniversario nella Sala della Filarmonica San Pietroburgo recentemente restaurata, l’orchestra ha proposto la prima esecuzione del Requiem polacco di Krzysztof Penderecki sotto la direzione dell’autore. Di grande prestigio anche l’inaugurazione della stagione 2005/2006 alla Carnegie Hall, fiore all’occhiello di una carriera che conta esibizioni in tutte le città e le sale da concerto più prestigiose del mondo. Jurij Temirkanov ha ricevuto nel 2008 il “Premio Franco Abbiati” della critica musicale italiana quale migliore direttore.
ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA
L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma nasce nel 1880 insieme al Teatro Costanzi. Protagonista delle prime esecuzioni di Cavalleria rusticana, L’amico Fritz, Iris e Tosca, nei primi anni del secolo vede sul podio musicisti come Pietro Mascagni, Igor Stravinskij e Riccardo Zandonai. Da quando, nel 1928, il Costanzi diventa Teatro Reale dell’Opera di Roma, l’Orchestra riceve uno straordinario impulso qualitativo dalle direzioni stabili di Gino Marinuzzi, Tullio Serafin e Gabriele Santini. Da non dimenticare, tra le altre, la prima esecuzione italiana nel 1942, con la direzione di Tullio Serafin, del Wozzeck di Alban Berg. In tempi più recenti hanno ricoperto la carica di direttore stabile Bruno Bartoletti e Gianluigi Gelmetti.
Tra i direttori che negli anni hanno felicemente collaborato con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma vanno ricordati, tra gli altri, Arturo Toscanini, Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Leonard Bernstein, Georges Pretre, Georg Solti, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Jeffrey Tate ed in tempi recentissimi Riccardo Muti.
CORO DEL TEATRO DELL’OPERA
Quando nel 1935 l’illustre direttore d’orchestra Tullio Serafin prese l’incarico di direttore artistico del Teatro Reale dell’Opera formò un coro di novanta elementi, organico mantenuto nel numero dall’attuale. Questo complesso è da sempre parte fondamentale della vita artistica del Teatro e della città, dando lustro alle grandi stagioni del ’900, a quelle estive di Caracalla iniziate nel 1937, fino agli eventi importanti dei giorni nostri tra i quali la celebrazione del centenario di Tosca di Giacomo Puccini, trasmessa da Rai Uno il 14 gennaio 2000.
Impegno principale del Coro del Teatro dell’Opera è il repertorio operistico che spazia dal ’700 alla musica contemporanea, tuttavia non ha mancato di distinguersi in pregevoli esecuzioni del panorama sinfonico e sacro, grazie alle collaborazioni con i più celebri direttori d’orchestra quali Arturo Toscanini, Victor De Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Patanè, Zubin Mehta, Leonard Bernstein, Georges Prêtre, George Solti, Giuseppe Sinopoli, Daniel Oren, Gianluigi Gelmetti con il quale ha inciso Iris di Pietro Mascagni e La fiamma di Ottorino Respighi. Durante le ultime stagioni il Maestro Riccardo Muti ha diretto il complesso nelle opere Otello, Iphigenie en Aulide e Moïse et Pharaon.
Tutte di prestigio le tournée in Giappone, a Hannover per l’Expo 2000, al Cremlino nel 2003, a Sydney nel 2004 con la Messa di Requiem di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Gelmetti, con i complessi della Sidney Opera House. Il livello di questa compagnia è sempre stato assicurato dalla preparazione di rinomati direttori di coro come Roberto Benaglio, Giuseppe Conca, Gianni Lazzari, Tullio Boni, Augusto Parodi, Giuseppe Piccillo, Alfredo D’Angelo, Vittorio Rosetta, Ime Meister, Romano Gandolfi, Norberth Balatsch, Marcello Seminara.
Dall’ottobre del 2000 all’agosto 2010 ne è stato direttore il Maestro Andrea Giorgi e a partire da settembre 2010 ha assunto la direzione il Maestro Roberto Gabbiani.
ROBERTO GABBIANI
Nato a Prato in Toscana, dopo gli studi umanistici si è diplomato in pianoforte e composizione al Conservatorio L. Cherubini di Firenze. Giovanissimo è stato chiamato al Teatro Comunale di Firenze, già sotto la guida del Maestro Riccardo Muti, che, nel 1974, lo nomina maestro del coro del Maggio Musicale Fiorentino. Negli anni passati a Firenze, oltre a tutte le produzioni sinfoniche e operistiche eseguite sotto la guida del Maestro Riccardo Muti, ha collaborato con i più illustri direttori d’orchestra di livello mondiale quali Carlo Abbado, Myung-Whun Chung, Sir Colin Davis, Valery Gergiev, Carlo Maria Giulini, Carlos Kleiber, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Georges Prêtre, Thomas Schippers, Georg Solti, Juri Temirkanov, Christian Thielemann. Durante i venti anni al Maggio Musicale ha contribuito con propri programmi al completamento delle stagioni e dei festival a fianco dei Direttori Artistici che si sono succeduti alla guida del teatro quali Luciano Alberti, Fedele D’Amico, Bruno Bartoletti, Luciano Berio, Massimo Bogiankino, Roman Vlad. Ha diretto l’orchestra e il coro del Maggio Musicale in più concerti ed ha firmato prime esecuzioni mondiali di Aldo Clementi, Luciano Berio, Luigi Nono, Goffredo Petrassi. Nel 1990 il Direttore Musicale del Teatro alla Scala maestro Riccardo Muti gli affida la direzione del coro del Teatro stesso, dove rimane fino al 2002.
Nel periodo scaligero, oltre alla normale attività realizzata al fianco di direttori e registi di fama internazionale, dirige l’Orchestra della Scala, il Coro Filarmonico della Scala e l’Orchestra Verdi di Milano in concerti sinfonico-corali. Per la sua spiccata attenzione verso l’arte contemporanea propone alla Direzione Artistica la commissione annuale di una composizione dedicata al coro. È così direttore delle prime mondiali per coro e orchestra de La morte di Lazzaro di Azio Corghi, Sacer Sanctus di Fabio Vacchi, la Passione secondo Matteo di Adriano Guarnieri. La passione per il mondo corale antico gli fa anche riscoprire opere dimenticate come la Passione di Pietro Aretino, eseguita in forma scenica nella Basilica di S. Marco a Milano e musiche di autori a noi più vicini anche se poco conosciuti come Giovanni Cavaccio, Maurizio Cazzati etc. allargando il repertorio del coro verso fronti rinascimentali, barocchi e contemporanei e dandogli una specifica impronta di eclettismo. Come maestro del Coro della Scala ha compiuto tournée sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti per il Ravenna Festival con concerti a Sarajevo, Beirut, Mosca, Gerusalemme, Erevan, Istanbul e ha partecipato alle tournée del teatro in tutto il mondo, nonché, come Maestro del Coro Filarmonico della Scala, ha diretto concerti per importanti cerimonie (inaugurazioni, commemorazioni, etc, ) di risonanza internazionale.
Dal 2000 collabora col Coro di Radio France col quale ha eseguito concerti diretti dal maestro Muti e varie direzioni di concerti a cappella del coro per la stagione autunnale di musica da camera di Radio France nella chiesa di Notre Dame du Travaille e Sacer Sanctus di Vacchi per il festival Presence. Alla fine degli anni ’90 è chiamato all’Accademia di Santa Cecilia di Roma per varie collaborazioni fra le quali le incisioni dei Requiem di Gabriel Faurè e Maurice Duruflé e del CD giubilare Te Deum diretti da Chung. Dal 2002 il maestro Luciano Berio, allora presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, lo vuole Direttore del Coro. Inizia così una collaborazione che dura fino al 2006 volta alla valorizzazione specifica del coro dell’Accademia nella polifonia di tutti i tempi della quale va ricordata l’incisione del Missarum Liber Primus del 1554 di Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Negli ultimi anni è stato invitato dal Nomori Festival di Tokyo (Spring Festival in Tokyo) per Requiem di Giuseppe Verdi (2006) e Stabat Mater, Te Deum di Verdi e Stabat Mater di Gioachino Rossini (2007), Carmina Burana di Carl Orff (2010) per la direzione del maestro Riccardo Muti e Die Schöpfung di Franz Joseph Haydn (2009) e Parsifal di Richard Wagner (2010). Dietro invito del “Tokyo Metropolitan Government” è artefice della creazione del SuperChorus di Tokyo col quale è protagonista del festival “Music Weeks in Tokyo 2010” e “2011”.
Dal 2008 è Direttore del Teatro Regio di Torino, chiamato dal suo Direttore Musicale Gianandrea Noseda, col quale sviluppa un iter di crescita artistica culminante nelle incisioni dell’Aleko di Sergej Rachmaninoff (2009) e dei Quattro pezzi sacri di Verdi (2010). Dopo l’acclamata tournée del Regio di Torino in Giappone e Cina nel luglio-agosto 2010, dalla stagione 2010-11 è nominato Direttore del Coro del Teatro dell’Opera di Roma.
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