Pubblicato il 25 giugno 2012

 

NORMA

TERME DI CARACALLA

Musica di
Vincenzo Bellini

Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani

Prima rappresentazione
sabato, 21 luglio, ore 21.00

Repliche
mercoledì, 25 luglio, ore 21.00
venerdì, 27 luglio, ore 21.00
mercoledì, 1 agosto, ore 21.00
venerdì, 3 agosto, ore 21.00
domenica, 5 agosto, ore 21.00
mercoledì, 8 agosto, ore 21.00

Poltronissime € 135
Settore A € 85
Settore B € 60
Settore C € 25

Direttore Gabriele Ferro
Regia Andrea De Rosa
Impianto scenico Andrea De Rosa
e Carlo Savi
con interventi di Matthew Spender
Costumi Alessandro Ciammarughi
Luci Pasquale Mari

Interpreti
Pollione Fabio Sartori / Riccardo Massi 25, 5
Oroveso Riccardo Zanellato
Norma Julianna di Giacomo / Maria Pia Piscitelli 25, 5
Adalgisa Carmela Remigio / Serena Farnocchia 25, 5
Clotilde Alessia Nadin
Flavio Enrico Cossutta

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA
Nuovo allestimento



 

 

NORMA di Vincenzo Bellini

Composta in meno di tre mesi, dall’inizio di settembre alla fine di novembre del 1831, debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre dello stesso anno. Quella sera l’opera, destinata a divenire la più popolare tra le dieci composte da Bellini, andò incontro ad un fiasco clamoroso. L’inconsueta severità della drammaturgia spiazzò il pubblico milanese. Il soggetto, tratto dalla tragedia di Alexandre Soumet Norma, ossia L’infanticidio, è ambientato al tempo dell’antica Roma, con chiari riferimenti alla tragedia Medea. L’opera, incentrata sul ruolo della protagonista, divenne il cavallo di battaglia di alcuni grandi soprani del passato, tra cui Maria Callas, Joan Sutherland e Montserrat Caballé. Tuttavia la poliedricità del personaggio e della sua vocalità – che spazia dal lirismo più puro ad accenti di sconvolgente drammaticità – ne fanno uno dei ruoli più complessi per voce di soprano, tanto che l’opera è oggi più famosa che rappresentata.

PERSONAGGI PRINCIPALI.
Pollione, proconsole di Roma nelle Gallie; Oroveso, capo dei Druidi; Norma, Druidessa, figlia di Oroveso; Adalgisa, giovane Ministra del tempio di Irminsul; Clotilde, confidente di Norma; Flavio, amico di Pollione.

TRAMA.
L’azione si svolge nelle Gallie, all’epoca della dominazione romana.

La sacerdotessa Norma, figlia del capo dei Druidi Oroveso, è stata l’amante segreta del proconsole Pollione, dal quale ha avuto due figli, custoditi dalla fedele Clotilde all’insaputa di tutti. Pollione confida all’amico Flavio di essersi innamorato di una giovane novizia del tempio d’Irminsul, Adalgisa, e di voler lasciare Norma. Adalgisa chiede un colloquio a Norma per aprirle il proprio animo e confessarle di aver mancato al voto di castità, senza però rivelare il nome dell’uomo amato. Norma, che riconosce nella novizia i propri sentimenti e il proprio peccato, la scioglie dai voti. Quindi le chiede chi sia l’innamorato e Adalgisa indica Pollione, che sta sopraggiungendo proprio in quel momento. Furiosa, Norma rivela tutto ad Adalgisa, che sdegnata respinge Pollione.

Nella sua abitazione, Norma, sconvolta dalla rivelazione, ha deciso di uccidere i due figli, ma cede al sentimento materno. Decisa a suicidarsi, fa chiamare Adalgisa e la prega di adottare i bambini e di portarli a Roma, dopo essersi sposata con Pollione. Ma Adalgisa rifiuta e promette a Norma di convincere Pollione a tornare da lei.

Da tempo i Druidi, guidati da Oroveso, tramano una rivolta contro Roma. Norma, che si era sempre opposta, quando apprende che Adalgisa non ha ottenuto nulla dal colloquio con Pollione, chiama i Galli a raccolta e proclama guerra ai Romani. Sta per pronunciare il nome della vittima sacrificale da immolare al dio, quando giunge notizia che un romano è penetrato nel chiostro: è Pollione, venuto a rapire Adalgisa. Norma sul punto di colpirlo con un pugnale si ferma, invita tutti ad uscire col pretesto di interrogarlo e, sola con Pollione, gli offre la vita purché egli abbandoni Adalgisa. L’uomo rifiuta e Norma chiama i suoi a raccolta; ha deciso quale sarà la vittima sacrificale: una sacerdotessa che ha infranto i sacri voti e tradito la patria. Sta per pronunciare il nome di Adalgisa, ma si rende conto che la colpa di Adalgisa è la sua e, nello sbigottimento generale, pronuncia il proprio nome. Norma confida ad Oroveso di essere madre e lo supplica di prendersi cura dei bambini, affinché possano salvarsi, raggiungendo Roma insieme a Clotilde. Commosso, Pollione comprende la grandezza di Norma e decide di morire con lei e la segue sul rogo.

 

BIOGRAFIE

 

GABRIELE FERRO
Figlio del compositore Pietro Ferro, si diploma in Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Nel 1970 vince il concorso per giovani direttori d’orchestra indetto dalla RAI e, da quel momento, comincia a collaborare regolarmente con orchestre di grande prestigio: dalla Scala a Santa Cecilia. Rapidamente la sua fama si estende all’estero. Viene invitato a dirigere alcune tra le maggiori compagini orchestrali europee: Wiener Symphoniker, Bamberg Symphoniker, Orchestre de la Suisse Romande, Orchestre Philharmonique de Radio France, BBC Symphony Orchestra. Dal 1975 al 1983 è Direttore ospite principale dell’Orchestre National de France. Negli Stati Uniti, invece, si esibisce alla testa della Cleveland Orchestra e della Chicago Symphony Orchestra. Con alcuni complessi Ferro stabilisce un rapporto di collaborazione assiduo. Ricordiamo, ad esempio, i suoi diciotto anni alla guida dell’Orchestra Sinfonica Siciliana (dal 1979 al 1997), mentre dal 1989 al 1991 è Direttore principale dell’Orchestra della RAI di Roma. In Germania, poi, viene nominato Direttore musicale dello Stuttgart Staatstheater: ricoprirà l’incarico dal 1991 al 1997. Oggi Gabriele Ferro è Direttore musicale del Teatro di San Carlo (dal 1999) e Direttore ospite principale presso il Teatro Massimo di Palermo (dal 2001). Comincia a dedicarsi assiduamente all’opera nel 1978, scegliendo palcoscenici prestigiosi: La Scala, La Fenice, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Comunale di Firenze, l’Opéra Bastille, lo Chatelet di Parigi, il Ballet du Grand Theatre di Ginevra, la Bayerische Staatsoper, il Covent Garden, la Lyric Opera di Chicago, la San Francisco Opera House e la Los Angeles Opera House, solo per citarne alcuni. Il suo repertorio spazia da sempre in un ambito storico molto ampio, nel segno di una costante e costruttiva volontà di ricerca. Ricordiamo anni fa, alla Biennale, la sua splendida esecuzione di In-Schrift, lavoro di Wolfgang Rihm allora presentato in prima assoluta; o ancora, l’anno successivo, la prima di Récit (Chemins VII) per saxofono contralto e orchestra di Luciano Berio. Contemporaneamente Ferro ha prestato attenzione speciale all’opera di Luigi Cherubini, riprendendone, ad esempio, Anacréon nel 2000, alla Fenice, e due anni dopo Medea, alla Deutsche Oper. Molti sono i festival e le rassegne prestigiose che l’hanno avuto sul podio: Wiener Festwochen, Maggio Musicale Fiorentino, Rossini Opera Festival, Ferrara Musica, Praga-Europa Festival. Nel dicembre 2003 apre, per il quarto anno consecutivo, la stagione d’opera del Teatro di San Carlo, proponendo Elektra, spettacolo insignito del Premio Abbiati quale migliore produzione del 2003. Già nel 2001 aveva riletto il dittico stravinskiano Œdipus Rex / Perséphone, nel gennaio 2002 Turandot e nel dicembre dello stesso anno Don Giovanni, con regia di Mario Martone. Tra gli altri impegni: Simon Boccanegra al Teatro Real di Madrid, Il barbiere di Siviglia rossiniano alla Los Angeles Opera House, Der fliegende Holländer al Teatro di San Carlo e al Massimo di Palermo, Macbeth ancora a Palermo, nell’allestimento prestigioso con regia di Nekrosius, La Cenerentola di Rossini, spettacolo prodotto dal San Carlo e andato in scena al Teatro Politeama, e Il trovatore, con Cedolins e Licitra, sempre al San Carlo. Ha inciso per Sony, EMI, Erato e Deutsche Grammophon.

 

ANDREA DE ROSA
Laureato in filosofia nel 1994, ha avviato la sua attività di regista dirigendo vari cortometraggi tra i quali Appunti per una fenomenologia della visione, premiato al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino. Nel 2004 ha realizzato la sua prima regia d’opera con Idomeneo, re di Creta di Wolfgang Amadeus Mozart e da allora alterna costantemente il lavoro tra teatro di prosa e opera lirica. In questo campo sono molti i titoli del Novecento: Curlew River di Benjamin Britten, Satyricon di Bruno Maderna, un trittico di opere per il Teatro Sao Carlos di Lisbona composto da Sancta Susanna di Paul Hindemith, Erwartung di Arnold Schönberg, e Il dissoluto assolto di Azio Corghi, su libretto di José Saramago (in prima mondiale assoluta). Tra i titoli del melodramma ottocentesco ci sono Macbeth di Giuseppe Verdi, L’elisir d’amore e Maria Stuarda di Gaetano Donizetti. Sempre dello stesso autore, nel dicembre 2006 ha curato la regia di Don Pasquale, diretto da Riccardo Muti (opera disponibile in DVD) con il quale è poi tornato a collaborare nel maggio 2008 per la messa in scena di un’opera di Giovanni Paisiello, Il matrimonio inaspettato, per il Festival di Pentecoste di Salisburgo. Nel campo della prosa le sue prime produzioni sono caratterizzate da un grande interesse per i personaggi tragici: da Encomio di Elena tratto dall’omonimo testo del filosofo sofista Gorgia da Lentini, a Le Troiane di Euripide, a Il decimo anno da Euripide ed Eschilo, fino a Elektra di Hugo von Hofmannsthal. Le scorse stagioni l’hanno visto impegnato in due allestimenti che hanno riportato grande successo: Maria Stuart di Friedrich von Schiller, Molly Sweeney di Brian Friel e La Tempesta di William Shakespeare. Dal dicembre del 2008 al maggio 2011 è stato direttore del Teatro Stabile di Napoli per il quale, oltre a La Tempesta, ha messo in scena, nel febbraio 2011, Tutto ciò che è grande è nella Tempesta, sull’opera di Martin Heidegger, il maggiore filosofo del Novecento. Nel giugno dello scorso anno, per il Teatro Stabile e il Teatro Regio di Torino, ha curato la regia di Manfred di G. G. Byron, nell’edizione teatrale completa, con le musiche di Schumann dirette da Gian Andrea Noseda. Nel maggio del 2012, sempre per lo Stabile di Torino, metterà in scena Macbeth di William Shakespeare.

 

CARLO SAVI
Intensa è stata la sua attività come scenografo e costumista nei teatri italiani ed esteri, collaborando con diversi registi e coreografi quali Bolognini, Menotti, Crivelli, Lizzani, Negrin, Sciutti, Menegatti, Biagi, Pressburger, Pistoni, Ambrosini, Belledi e Maestrini. Dal 1970 al 1980 è collaboratore assiduo del Teatro alla Scala di Milano per la Piccola Scala: Morte dell’aria, La favola di Orfeo, Andata e ritorno, Babar il piccolo elefante, L’Opera del mendicante, Pierrot Lunaire, e per il decentramento, Madama Butterfly. Nel teatro di prosa dal 1972, Interrogatorio alI’Avana al Piccolo Teatro, I nuovi pagani al Teatro Quirino; Il piacere Teatro dell’albero, Roma; Arsenico e vecchi merletti Teatro Popolare di Roma; Chi va fra le fronde al Festival Asti Teatro. Nei più importanti teatri lirici italiani firma opere quali: Aida, Ernani, La donna Serpente, Il Console. Nel 1981 inaugura gli spettacoli dell’Arena di Verona con Rigoletto, al Regio di Torino Il Trittico e Aida. Per l’Opera di Roma Attila e L’elisir d’amore. A Parma firma Nabucco, Giovanna d’Arco, La Traviata, Il barbiere di Siviglia, Semiramide, Thaïs, Don Pasquale e L’arcadia in Brenta. Nei teatri d’Europa, prepara scene e costumi per La Cenerentola e la Favorita per il Festival di Bregenz, Austria, Erwartung per l’Opera del Reno, Strasburgo, I lombardi alla prima crociata al Teatro S. Carlos di Lisbona e Aida nella Korea del Sud a Seoul per l’inaugurazione del Kultural Center. Per l’operetta allestisce dal 1980 La vedova Allegra, La principessa della Csardas, Cin ci la, Il paese dei campanelli, Scugnizza, AI Cavallino bianco per il teatro di Verdura del Massimo di Palermo, Vittoria e il suo ussaro per il Festival dell’Operetta di Trieste e, dal 1985, gli allestimenti del Festival dell’Opera Gioiosa del 700, spettacoli nei parchi di ville del XVIII secolo. Apre la stagione 1991/2 con Lucrezia Borgia, con una ricerca storica ha ricostruito scene e costumi di Sironi create per la prima edizione del Maggio Musicale Fiorentino del 1933. Nel 1991 per l’Arena di Verona allestisce nella Sala di Manto nel Palazzo Ducale di Mantova L’Orfeo di Monteverdi, con Carla Fracci, regia di Menegatti, e al Teatro Romano il balletto Sogno di una notte di mezza estate con Fracci, regia Menegatti. Nel 1996 al Teatro Romano di Verona allestisce il balletto Antonio e Cleopatra con Fracci. Nel 1997, alla Westfalenhalle di Dortmund Aida nella storica edizione di Fagioli del1913. Nel 1999 La battaglia di Legnano al Comunale di Piacenza e al Regio di Parma. Nel 2006 La Favorita al Carlo Felice di Genova. Inizia la sua attività di Direttore dell’Allestimento Scenico su invito di Paolo Grassi alla Scala di Milano, per proseguire poi all’Arena di Verona dal 1994 al 1999, all’Opera di Roma dal 1999 al 2002, incarico che ricopre di nuovo dal 2011. In questi anni cura la messa in scena di spettacoli coordinandone l’aspetto visivo e la scenotecnica con registi di teatro e di cinema. Nel 2008 insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Recentemente, nel 2008 al Municipal di Rio de Janeiro in Brasile allestisce La Bohéme e nel 2009 Lucia di Lammermoor nell’Arena di Avenches in Svizzera. Nel 2010 Attila al Festival Verdi a Busseto e a Parma. Nel 2011, all’Opera di Roma, disegna scene e costumi per La battaglia di Legnano e per Lo schiaccianoci.
Nella stagione estiva 2011 firma scene e costumi dei nuovi allestimenti di Tosca e Aida alle Terme di Caracalla.

 

ALESSANDRO CIAMMARUGHI
Originario di Roma, è nella sua città natale che compie i suoi studi artistici, scenografia e cinema. È allievo di Pier Luigi Samaritani per molti anni e con lui conclude la sua formazione. Prende parte ad un gran numero di spettacoli come assistente e ha così l’opportunità di lavorare coi celebri registi: Menotti, Ronconi, Monicelli, Fassini. Debutta disegnando i costumi de Il naso di Šostakovič al Festival dei due mondi del 1995 e subito dopo scene e costumi de Il maestro delle primule, spettacolo che commemora il ventesimo anniversario della morte di Pasolini. Dal 1997, collabora con Stefano Vizioli a numerose produzioni, particolarmente per Il Trittico al Teatro Sao Carlos di Lisbona, nel 1999 per Tancredi al Teatro Verdi di Sassari, nel 2001 per Un ballo in maschera al Sao Carlos di Lisbona, Il trovatore all’opera di Baltimora. Lavora anche per il coreografo Moricone, in particolare nel 2001 per la creazione del balletto La montagna incantata, tratto dal romanzo di Thomas Mann per il Maggio Musicale di Firenze. Nel 2000 comincia la collaborazione col regista Alberto Fassini, nascono Fedora a Lecce, Rigoletto e il Don Carlos al New National Theatre di Tokyo e La forza del destino al teatro Regio di Parma. Per l’Ente Concerti di Sassari nascono Otello, Andrea Chénier, La clemenza di Tito, Mosè in Egitto. Nel 2003 comincia una collaborazione professioniale con Giancarlo Cobelli ed esordisce al Teatro alla Scala con Sancta Susanna di Hindemith, seguiranno Un ballo in maschera, La tempesta (Shakespeare), La locandiera (Goldoni). Nel 2003 è invitato in Giappone per La bohème al New National Theatre di Tokyo e nel 2007 Un ballo in maschera per la Tokyo Nikikai Opera Foundation, messo in scena da Jun Aguni. Lo stesso anno, concepisce tre nuove produzioni per differenti teatri italiani: Les mammelles de Tirésias al Teatro Verdi di Sassari, Macbeth al Teatro Ponchielli di Cremona, Mosè in Egitto al Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2008 concepisce le scene e i costumi di Rigoletto per il Festival Verdi di Parma, e quelli di Marin Faliero per Bergamo e Sassari. Per la regia di Andrea De Rosa elabora l’allestimento di L’elisir di amore per il Den Jyske Opera di Aarhus in Danimarca dove viene invitato il seguente anno per un’edizione di Manon Lescaut. Continua la collaborazione con il regista Jun Aguni e nel 2009 nascono i costumi di Les contes d’Hoffmann. Il 2010 è la volta di Poliuto (regia di Marco Spada) e di una nuova edizione, scene e costumi, di Aida in Giappone con Jun Aguni. Nel dicembre 2011 ha realizzato scene e costumi per Ernani (regia di Jun Aguni) per la stagione dell’Ente Concerti Marialisa De Carolis.

 

FABIO SARTORI
Nato a Treviso si è diplomato in canto al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia studiando sotto la guida del Maestro Leone Magiera. Nel 1996  ha debuttato in La bohème al Teatro La Fenice. Ha partecipato all’apertura della stagione 1997/98 del Teatro alla Scala in Macbeth con la direzione del Maestro Riccardo Muti, ritornandovi per eseguire la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, ancora con il Maestro Riccardo Muti. Nella stessa stagione ha cantato nelle produzioni inaugurali del Teatro La Fenice di Venezia e del Teatro Comunale di Bologna. Nel 1998 ha debuttato due importanti ruoli verdiani: quello di Gabriele Adorno in Simon Boccanegra al Teatro Comunale di Bologna e nel Don Carlo sempre a Bologna ed al Teatro Regio di Parma. Ha debuttato, nel 1999, a Berlino in Simon Boccanegra, sotto la direzione del Maestro Claudio Abbado. Lo stesso anno ha debuttato alla Staatsoper di Vienna con Linda di Chamounix e alla Lyric Opera di Chicago con I Capuleti e i Montecchi. Nel 2009 è tornato alla Scala con I due Foscari e ha cantato in Simon Boccanegra a Zurigo, Berlino e Vienna. Recentemente ha cantato Simon Boccanegra a Berlino, Milano e Madrid, è stato a Firenze con Lecouvreur, a Buenos Aires in tournée con il Teatro alla Scala di Milano per la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, mentre ha debuttato in Norma al Teatro di Las Palmas e ne I Masnadieri all’Opernhaus di Zurigo dove tra l’altro canterà anche in Don Carlo. Tra i suoi prossimi impegni ricordiamo un concerto con il Maestro Zubin Mehta e il Maggio Musicale Fiorentino a Mombay, Luisa Miller a Bilbao, Der Rosenkavalier a Firenze, Madama Butterfly alla Deutsche Oper di Berlino, Don Carlo e Simon Boccanegra alla Staatsoper di Berlino, Attila al Teatro alla Scala di Milano e TOsca ad Amsterdam. Fino al 2014 sarà impegnato alla Staatsoper di Berlino per una serie di progetti diretti dal Maestro Daniel Barenboim.

 

RICCARDO ZANELLATO
Dopo essersi aggiudicato il premio Operalia nel 1996, debutta con Dom Sébastien di Donizetti al Teatro Comunale di Bologna e al Teatro Donizetti di Bergamo, riscuotendo il plauso di pubblico e critica. Da questo momento, inizia una carriera che lo vede affermarsi come uno degli artisti di riferimento per i ruoli di basso verdiani della nuova generazione. Ha interpretato con successo: Attila e La battaglia di Legnano (Parma), I due Foscari con Renato Bruson (Cremona, Brescia e Piacenza), Stiffelio (Piacenza), Rigoletto (Parma, Macerata, Terme di Caracalla, Teatro alla Scala, Torino), Il corsaro (Lecce), Simon Boccanegra (Catania), Nabucco (Parma, Mannheim, Festival di Savonlinna), Aida (Napoli, Torino, Arena di Verona), Il trovatore (Arena di Verona), Macbeth (Staatsoper di Berlino), Simon Boccanegra (Ravenna), Otello (Opera Bastille di Parigi), Luisa Miller (Barcellona). A suo agio anche nelle opere di Rossini, Bellini, Donizetti e Puccini è stato protagonista di Maria Stuarda (Festival Donizetti di Bergamo); Anna Bolena (Helsinki); Tancredi (Trieste); Lucia di Lammermoor (Ancona, Macerata, Venezia, Wiesbaden); Norma (Catania, Montevideo e in tournée in Giappone, Verona); Le roi de Lahore e La Juive di Massenet (Venezia); Anna Bolena (Torino, in tournée in Giappone); Il barbiere di Siviglia (Parma); I puritani (Amsterdam).
Ha poi interpretato La vedova scaltra (Don Alvaro) di Wolf-Ferrari a La Fenice di Venezia, Assassinio nella cattedrale a Roma e a Parma, Le nozze di Figaro (Don Bartolo) e Ifigenia in Tauride (Thoas) a Valencia.
Degna di nota la collaborazione con Riccardo Muti che lo ha scelto per Iphigenié en Aulide, Nabucco e Moïse et Pharaon al Teatro dell’Opera di Roma. Regolare ospite del Festival Verdi al Teatro Regio di Parma ha interpretato Nabucco, La forza del destino con la direzione di Gelmetti e quest’anno la Messa di Requiem di Verdi diretto da Temirkanov. Recentemente ha interpretato Il trovatore (Ferrando) a Losanna, Rigoletto a Liegi; Guillaume Tell (Walter Furst) a La Coruña diretto da Alberto Zedda; Nabucco e Requiem di Verdi a Copenhagen; Luisa Miller (Il Conte Walter) a Lione; Aida (Ramphis) ad Anversa; La Juive a Vilnius; Lucia di Lammermoor alle Settimane Musicali di Stresa e a Padova. Ha debuttato al Rossini Opera Festival nell’agosto 2011 come Mosé nel Mosè in Egitto.

 

JULIANNA DI GIACOMO
Soprano, Julianna Di Giacomo è acclamata per “l’intensità passionale”, “la luminosità e l’eleganza del suo tono” ed “il suono vivace” (New York Times). La sua voce ultimamente è legata all’interpretazione di alcuni ruoli attraverso i quali quest’artista ha ottenuto grandi successi. Tra questi ricordiamo la sua Leonora ne Il Trovatore e Lucrezia Contarini ne I due Foscari di Verdi. Nella stagione 2010/2011 è stata Valentine ne Les Huguenots di Giacomo Meyerbeer al Teatro Real de Madrid e successivamente ha cantato nel ruolo di Lidoine ne Les Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc al Pittsburgh Opera diretta dal Maestro Tingaud e nell’Elijah di Mendelssohn al Cincinnati May Festival diretta dal Maestro Conlon. Ha inoltre partecipato al Caramoor Festival come Mathilde nel Guillaume Tell di Rossini. Nella stagione 2009/2010 ha cantato al Metropolitan Opera di New York il ruolo di Lina in Stiffelio di Verdi sotto la direzione di Placido Domingo, al Teatro alla Scala di Milano come Lucrezia ne I due Foscari, un ruolo che ha cantato anche con Eve Queler e l’Orchestra dell’Opera di New York nella prestigiosa sala Carnegie Hall. Ha inoltre cantato il ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni al Palm Beach Opera, partecipato come solista con l’Opera Orchestra di New York al recital Rising Stars Series e nella Messa da Requiem di Verdi al Teatro Massimo di Palermo, diretta dal Maestro Roberto Abbado. E’ stata un’acclamata Leonora, diretta dal Maestro Zubin Mehta, ne Il Trovatore a Tel Aviv, ruolo che interpreta nuovamente al Metropolitan Opera di New York, nel 2010. Debutta al Teatro Real de Madrid nel ruolo di Valentine nell’opera Les Huguenots e al Pittsburgh Opera nel ruolo di Madame Lidoine in Dialogues des Carmélites. Canta inoltre come solista nella Messa da Requiem di Verdi sotto la direzione di James Conlon con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. A New York a Carnegie Hall ha cantato lo Stabat Mater di Rossini con la New York Choral Society ed ha cantato come solista al Lincoln Center di New York in occasione dell’anniversario della nascita di Giacomo Puccini cantando arie e scene da Le Villi, La Bohème, e Suor Angelica. Ha inoltre cantato Leonora ne Il Trovatore al Caramoor International Music Festival, la Contessa in Le nozze di Figaro all’Opera di Grand Rapids, Donna Anna nel Don Giovanni con la New Orleans Opera e Fiordiligi in Così fan tutte di Mozart al New York City Opera, parti per la quale ha ottenuto il titolo di miglior artista emergente dell’anno. Nel corso della sua giovane carriera ha vinto prestigiosi riconoscimenti, tra cui la Rysanek Leonie Premio della Fondazione George London, la Licia Albanese Puccini Foundation Competition, NYCO Richard F. Gold Career Grant per il ritratto di Donna Elvira nel Don Giovanni, e un premio -vincitore al Concorso Vocale Zachary Loren. Ha partecipato al prestigioso Merola Opera Program presso la San Francisco Opera, e all’Apprentice Program al Santa Fe Opera.

 

CARMELA REMIGIO
Erede della migliore tradizione vocale italiana, ha iniziato gli studi con Aldo Protti e si è perfezionata con Leone Magiera. Dopo aver vinto nel 1992 il Concorso Luciano Pavarotti International Voice Competition di Philadelphia, ha debuttato, diciannovenne, nel ruolo della protagonista dell’opera Alice di Giampaolo Testoni al Teatro Massimo di Palermo. Dopo le prime scritture in ruoli del repertorio barocco, ha iniziato una carriera in continua ascesa in cui si sono rivelati di particolare importanza, per la notorietà internazionale, i ruoli mozartiani: Susanna e la Contessa ne Le nozze di Figaro, Vitellia ne La clemenza di Tito, Fiordiligi in Così fan tutte, Pamina in Die zauberflöte; Elettra e Ilia nell’Idomeneo e, in particolare, Donna Anna in Don Giovanni, ruolo che le ha dato l’opportunità di collaborare con Claudio Abbado e Peter Brook. Da allora gli incontri prestigiosi si sono moltiplicati: ha cantato numerose volte sotto la direzione di Claudio Abbado, Lorin Maazel, Myung-Whun Chung, Antonio Pappano, Roberto Abbado, Jeffry Tate, Daniel Harding, Michel Plasson, Gustavo Dudamel, Eliahu Inbal, Riccardo Chailly. I debutti verdiani, Alice nel Falstaff, Desdemona in Otello, Messa da Requiem, Amelia in Simon Boccanegra e Violetta ne La Traviata, sempre con la direzione di prestigiosissime bacchette, le hanno aperto nuovi orizzonti nel campo del repertorio romantico, confermandone il talento vocale e scenico. Del repertorio pucciniano ha interpretato Mimì ne La bohème, ed è stata la protagonista di Tosca. Ha poi affrontato il suo primo ruolo donizettiano, Maria Stuarda. Ha debuttato con grande successo i ruoli di Micaela (Carmen) e Cleopatra (Giulio Cesare) al Carlo Felice di Genova, Marguerite (Faust) al Verdi di Trieste, Anne (The Rake’s Progress) al Teatro Massimo di Palermo, Malwina (Der Vampyr) al Teatro Comunale di Bologna, Donna Elvira (Don Giovanni) a Macerata e a Rieti diretta da Nagano. La vocalità completa e la raffinata musicalità le permettono di eccellere nel repertorio da camera, sacro e profano: è stata più volte ospite di prestigiose istituzioni concertistiche. Tra le numerose incisioni discografiche spiccano le due edizioni di Don Giovanni (Donna Anna), una diretta da Claudio Abbado (DGG) e l’altra da Daniel Harding (Virgin), lo Stabat Mater di Rossini con la direzione di Gianluigi Gelmetti (Agorà), le Arie Sacre Verdiane con la direzione di Myung-Whun Chung (DGG), un doppio cd dal titolo “Arias” (Universal-Decca) dedicato a Tosti e Rossini. Tra gli impegni recenti e futuri: Don Giovanni (Donna Anna) al Teatro alla Scala e a Londra, (Donna Elvira) a Venezia, Ancona e Bologna, Le Nozze di Figaro (Susanna) a Rieti per il Reate Festival, Roberto Devereux (Elisabetta) all’Opera di Roma, La bohème a Siviglia.